Avvicinarmi al mondo delle birre artigianali mi ha fatto scoprire un sottobosco di stili e tipologie diverse tra loro. Tra queste una mi ha colpito più delle altre: la California Common.
Il nome mi fa tornare alla mente una terra fatta di eccessi e stravaganza, di grandi band musicali e produzioni cinematografiche che lasciano il segno. Venire a conoscenza di uno stile brassicolo che richiama una terra ricca di estro e contraddizioni solletica la mia curiosità.
Bad Brewer california common
Come tutte le California Common è prodotta con lieviti lager, la temperatura di fermentazione è tipica delle ale mentre l’aroma di luppolo è basso. Il colore giallo dorato, limpido e trasparente, fa strada a sentori olfattivi semplici quanto gradevoli. Al naso arrivano profumi floreali e di frutta, in prevalenza agrumi, che accompagnano una buona dose di malto.
Il corpo di media complessità si fonde con gli aromi percepiti regalando un gusto piacevole e ben bilanciato, mentre il finale secco e poco amaro mette in risalto le caratteristiche del luppolo Northern Brewer, esaltandone le note fruttate, terrose ed erbacee.
La Bad Brewer california common mi ha colpito per la sensazione di freschezza avvertita a ogni sorso, il palato viene allegramente stimolato e invitato a un ulteriore assaggio. Una birra votata alla stagione primaverile ed estiva, da strada e da consumarsi anche al bacio (nonostante questa modalità di degustazione sia sempre da bocciare nel caso di birre artigianali).
Anche sul versante abbinamenti la California Common di Bad Brewer si orienta verso i sapori tipici dell’estate, su tutti un’abbondante frittura mista o un cartoccio di calamari fritti da consumarsi in spiaggia. Ideale anche per i piatti a base di carni bianche e con i formaggi freschi.
Scoprire l’esistenza di questa birra si è rivelata una piacevole sorpresa, ecco perché da oggi la Bad Brewer california common sarà la mia bionda per l’estate.







